Pasti gratuiti:
Caritas,vinco alla stazione dei treni.
Sportello legale gratuito:
- Via Tezzano 71
- Via Coppola
Assistenza sanitaria:
- Via Tezzano 71, il mercoledi pomeriggio.

Investigative journalist, sociologist, educator
Pasti gratuiti:
Caritas,vinco alla stazione dei treni.
Sportello legale gratuito:
Assistenza sanitaria:
Casa di Rifugio il martedi e il venerdì.
Hanno una doccia, una lavatrice, un servizio di riparazione biciclette, tempo per il caffè, giochi e snack. Sono parte di un’associazione cattolica evangelista. (https://www.casadirifugio.com/)
Pasti gratuiti:
Fare un colloquio con la commissione territoriale, ovvero con una persona del Ministero degli interni che ha il diritto di decidere se la tua vita nel paese da cui provieni era davvero in pericolo e/o se il viaggio che hai fatto per arrivare è stato così violento da renderti impossibile un ritorno. I motivi che vengono riconosciuti come legittimi dallo stato italiano sono:
Sappi che la persona con cui parlerai tenderà ad agire come un poliziotto, farà molte domande per controllare che tu non ti contraddica e anche molto precise, chiedendoti le date e i nomi esatti dei luoghi in cui sei stato. Se con chi traduce non riesci a comprendere puoi richiedere un altro traduttore. Non contraddirti, non inventare. Se hai la possibilità di fornire delle prove concrete riguardo alla tua storia, mostrale. Se c’e abbastanza tempo, puoi anche farti spedire dei documenti dai tuoi familiari. Se sei minorenne ma ti hanno riconosciuto come maggiorenne all’arrivo in italia puoi farti spedire il certificato di nascita dal tuo paese.
Se hai cicatrici o segni di violenza mostrali al commissario, soprattutto se sono legate a quanto hai vissuto nel deserto, in maghreb, in mare.
Più sei dettagliato nel racconto e più prove fornisci più possibilità ci sono perchè ti riconoscano la protezione.
Il colloquio può durare ore, cerca di restare sempre tranquilla/o. Alla fine verrà stampato il verbale di quanto vi siete detti con il commissario.
Hai diritto di rileggerlo, se vedi cose che non hai detto, chiedi di toglierle o modificarle. Solo dopo aver controllato tutto questo puoi firmare. Devono obbligatoriamente darti una copia di questo verbale.
Prima del colloquio con la commissione,dovresti parlare con un avvocato/a .
Dopo il colloquio con la commissione, anche molti mesi dopo, riceverai una lettera. Puo dire che:
Se ti hanno negato il permesso, c’è un’altra possibilità:
– Fare ricorso in tribunale, andando da un avvocato il prima possibile, perché hai 1 mese da quando ti viene comunicato il diniego per potere fare ricorso. L’avvocato non lo dovrai pagare.
E’ un modulo che registra la tua richiesta d’asilo. Se non hai mai firmato un modello C3 vuol dire che la tua domanda di asilo non è mai stata registrata.
Il modello C3 si compila durante un’intervista con un poliziotto. Deve essere presente anche un mediatore linguistico che parla la tua lingua.
Ti vengono fatte domande sulla tua vita (es. se sei sposato, hai figli), sul modo in cui sei arrivato in Italia e sui motivi per cui hai lasciato il tuo paese. Sappi che rispetto a questa lunga domanda puoi semplicemente dire che ne parlerai davanti alla commissione territoriale in modo da evitare errori di traduzione e di trascrizione.
Sappi che a coloro che dichiarano di venire in Italia per trovare un lavoro o per cercare benessere economico non viene riconosciuto questo tipo di permesso di soggiorno.
Finite le domande viene stampata la trascrizione e ti si chiede di firmarla. Rileggila prima di farlo. Hai il diritto di avere una copia di questo foglio, il C3, richiedilo e conservalo bene.
Dopo aver fatto il C3 hai diritto di ricevere un permesso di soggiorno di 6 mesi valido solo per restare in Italia, che verrà rinnovato fino a quando la procedura di richiesta di asilo non è finita. Se la questura non te lo rilascia devi chiederlo, magari rivolgendoti ad un avvocato.
60 giorni dopo aver ricevuto questo documento potrai firmare un contratto di lavoro se nel frattempo l’hai trovato.
Ti ricordiamo che in Sicilia ci sono più posti dove puoi ricevere assistenza legale gratuita da parte di persone non razziste:
– Palermo, Sportello Sans Papiers dell’Arci Porco Rosso, Piazza Casa professa 1 (nel quartiere di Ballarò). Puoi trovarci supporto legale il mercoledi pomeriggio dalle 15.30 alle 18.30
– Catania, Sportello legale del Centro Astalli in via Tezzano 71 (tra la stazione dei treni e San Berillo). Dal lunedi al giovedi dalle 16 alle 19. Ti conviene arrivare lì alle 15.
A Catania esiste anche lo Sportello Sociale San Berillo,in via Coppola, dove puoi incontrare un avvocato che si occupa di migrazione e penale.
– Siracusa, Centro Ciao in via Piave 122.
Se sei riuscita ad arrivare sulle coste italiane, siamo molto felici per te! Puoi essere finita/o sulle coste della Sicilia, della Sardegna, della Calabria, della Puglia. Se ti dicono che sei arrivato a Lampedusa o Pantelleria, vuol dire che sei in Sicilia e questa guida riguarda principalmente te.
Lampedusa o Pantelleria sono due piccole isole della Sicilia, le più vicine alla Tunisia, Libia, Marocco. A Lampedusa e Pantelleria ci sono due hotspot.
Appena sbarcata/o verrai messo in un hotspot: si tratta di un campo recintato da cui non puoi uscire. Dovranno darti acqua, vestiti e scarpe nuovi, letto e docce calde. Ti devono far vedere un medico se lo richiedi. Se non ricevi alcune di queste cose, potresti organizzarti con le altre persone con cui sei e provare a richiederle assieme. L’unione fa la forza e in passato a Lampedusa molti migranti hanno protestato.
Nell’hotspot verrai identificata/o: i poliziotti prenderanno le tue impronte, ti chiederanno da dove vieni, il tuo nome e cognome, quanti anni hai, se stai viaggiando da sola/o o con altri parenti.
Se sei minorenne ti consigliamo di dirlo subito. Se hai una bambina/o con te o un’altra persona con cui hai fatto il viaggio e da cui non vuoi essere separata/o dì che siete una famiglia.
Questa fase è anche molto delicata perché potranno chiederti informazioni su come sei arrivata/o, in particolar modo chi guidava la barca, chi dava acqua e cibo durante il viaggio. I poliziotti italiani vogliono incolpare te o alcuni compagni di viaggio di un reato – quello di scafismo che porta a dover passare parecchi anni in carcere- e usano le tue risposte per farlo. Ti consigliamo quindi di non rispondere o dire che non ricordi, per evitare che qualcunx finisca in prigione.
Dì subito anche che vuoi fare domanda di asilo politico.
Se sei minorenne, donna, o con figlie/ e parenti verrai portata/o dopo qualche giorno o settimana in un centro chiamato SAI per richiedenti asilo e da lì farai domanda d’asilo. Il SAI e un posto un po migliore rispetto ad altri, dove potrai seguire corsi di italiano.
Se invece sei maggiorenne, uomo e da solo, si aprono piu scenari:
Dopo che lascerai l’hotspot di Lampedusa o Pantelleria, potrai essere trasferito a Porto Empedocle, Pozzallo, Catania, Caltanissetta / Pian del Lago, Messina. Se ti trovi in uno di questi posti, vuol dire che ti trovi ancora in Sicilia. Sappi che la Sicilia è un’isola che si trova davvero a sud dell’Italia.
Per raggiungere Roma, Milano, Torino o altre città a nord devi fare un altro viaggio. Partono degli autobus (meno cari) o dei treni per Roma, Napoli, Bologna, Milano da Catania o da Messina.
Oppure da Palermo puoi prendere delle navi che ti portano a Napoli o a Genova. Per comprare i biglietti devi indicare un nome e cognome e numero di telefono e nel salire sul traghetto al porto di Palermo è più probabile che qualcuno ti chieda di mostrare i documenti.
Se decidi di salire al nord per provare a chiedere i documenti in un’altra nazione (es. Germania, Francia), potrai incontrare i seguenti problemi.
– Come passare la frontiera;
– Se ti hanno preso le impronte in Italia, sappi che almeno nei primi sei mesi da quando le hai lasciate in Italia rischi di venire riportato in Italia. Questo succede sia se fai domanda di asilo nel nuovo paese che hai scelto, sia se decidi di non farla e però incontri dei controlli da parte delle forze dell’ordine.
`
Il CPR, Centro di Trattenimento per il Rimpatrio, è una specie di carcere in cui vengono rinchiuse le persone che:
Lo scopo del CPR è quello di rinchiuderti fino a quando non possono rimpatriarti, spesso in aereo, nel paese da cui provieni.
In Sicilia esistono due CPR: uno a Caltanissetta (noto come Pian Del Lago), l’altro a Trapani (noto come Milo). Si trovano entrambi fuori dal centro città. Si tratta di vere e proprie prigioni, circondate da alte grate e piene di videocamere. Le camerate sono composte da più letti, spesso fatti di cemento. Il cibo che viene fornito non è buono e può contenere degli psicofarmaci senza che tu ne sia al corrente. è probabile che il gli operatori e/o i medici del centro ti propongano dei medicinali. Sono psicofarmaci che hanno effetti molto potenti sulla mente e sul corpo, cercano di imporli per fare stare calme le persone detenute. Persone che ne hanno presi raccontano che dopo diventa difficile smettere. L’assistenza sanitaria non è di fatto garantita e si vive circondati da militari e forze dell’ordine. I bagni fanno schifo. Il CPR è probabilmente il posto più brutto in cui potrai passare del tempo qui in Italia. Chi è stato in prigione dice che quella è meglio.
Entrarci è purtroppo molto facile, uscirne più difficile.
CONSIGLI PER EVITARE DI ESSERE PORTATO IN CPR
I minorenni non possono mai essere portati in CPR. Se quindi lo sei e vieni fermato sottolinea questa cosa.
Una volta che vieni messo dentro il CPR ti potrà essere tolto il telefono cellulare. Abbi sempre con te il nome e il numero del tuo avvocato di fiducia anche su un pezzo di carta. E chiamalo ogni volta che ne hai bisogno. Dai il suo nome e numero anche a persone tue care e cerca di avvisarle se vieni fermato in modo che se tu non puoi, loro possano contattarlo.
Si può restare rinchiusi dentro il CPR fino a 180 mesi, ovvero un anno e mezzo. Potrebbe diventare una permanenza molto lunga. Ci sono due possibilità:
Ti ricordiamo che l’avvocato in Italia non si paga se non hai un reddito dichiarato di più di xxxx euro.
Ti ricordiamo che in Sicilia ci sono più posti dove puoi ricevere assistenza legale da parte di persone non razziste:
– Palermo, Arci Porco Rosso, Piazza Casa professa 1 (nel quartiere di Ballarò). Puoi trovarci supporto legale il mercoledi pomeriggio.
– Catania, Centro Astalli in via Tezzano 71 (tra la stazione dei treni e San Berillo). Dal lunedi al giovedi dalle 16 alle 19. Ti conviene arrivare lì alle 15.
– Siracusa, Centro Ciao in via Piave 122.
Nel CPR è possibile ricevere dei pacchi contenenti cibo in confenzioni non aperte e alcuni vestiti. Per riceverli, però, il pacco deve essere consegnato all’ingresso del CPR e chi te lo porta devono dire il tuo nome e da dove vieni. Si può anche pensare di spedirlo indicando bene sul pacco il nome che la persona ha dichiarato di fronte allo stato, facendo attenzione di scriverlo bene. L’indirizzo del CPR di Trapani è
Se sei stato preso, prima di essere messo dentro il CPR ti porteranno a vedere un medico. A Palermo questo succede presso il Reparto di Malattie Infettive del Policlinico. A Trapani all’ospedale S. Antonio Abate.
Il medico dovrà certificare che il tuo stato di salute – fisica e psichica- è buono e permettono la detenzione. Quasi sicuramente dirà che lo è. Ti consigliamo però di segnalare al medico tutto quello che ti fa male e se hai fotografie di certificati medici mostrarglieli. Se hai ancora il telefono con te, ti consigliamo di chiamare subito il tuo avvocato per dirgli che stai venendo portato in CPR. Se hai della gente attorno a te ti consigliamo di dire quello che ti sta succedendo e provare a chiedere aiuto.
Entro 48 ore da quando vieni portato dentro questa struttura, devi vedere un giudice di pace che deciderà per la prima volta se devi stare lì dentro. Hai tutto il diritto di farti assistere in questo processo dal tuo legale di fiducia. Se passano più di 48 ore e non ti hanno ancora fatto incontrare il giudice di pace (in presenza o tramite una videochiamata), il tuo avvocato potrà provare a farti poi uscire con relativa facilità.
La possibilità legale che hai per provare ad uscire dal CPR è fare domanda di asilo. Riceverai molte pressioni lì dentro da parte delle forze dell’ordine e del personale della cooperativa perché tu ci rinunci. Ti consigliamo di non cedere.
SE FINISCI AL CPR DI TRAPANI MILO
A volte puo venire concesso di tenere con sé il proprio cellulare, patto che ne venga distrutta la fotocamera. Romperla [ uno dei modi con cui le forze dell’ordine vogliono impedire che si comunichi con chi sta fuori e si sappia come si viene trattati lì dentro.
Altrimenti l’unico modo che avrai per contattare l’esterno è usare il telefono del centro, che è a pagamento. Ogni 5 giorni di reclusione riceverai in teoria 8 euro. Comprare una scheda telefonica costa 5 euro e ti dà 25 minuti di conversazione. Le chiamate possono essere effettuate solo a telefoni in Italia.? Sappi che le tue telefonate verranno ascoltate, anche se non sappiamo se da qualcuno che parla tutte le lingue (es. arabo, tunisino, mandinga, ecc.). Ti suggeriamo così di parlare la tua lingua per provare ad almeno un po’ di privacy nella comunicazione.
I tempi di attesa per poter usare il telefono del centro possono essere di giorni.
Dentro il CPR di Trapani possono essere contenute contemporaneamente circa 200 persone. All’inizio potrà capitare che ti mettono a dormire per terra. Tu hai invece da subito diritto ad un letto.
SE FINISCI AL CPR DI CALTANISSETTA – PIAN DEL LAGO
Al CPR di Pian del Lago è quasi sicuro che ti sequestreranno il cellulare all’entrata. Anche qui sono di solito disponibili delle cabine che possono essere utilizzate con le schede telefoniche, del costo di 5 euro per 125 minuti di conversazione. Anche qui sarai ascoltato e sorvegliato mentre parli. Il CPR è da poco stato ingrandito con la costruzione di un’altra sezione. Può in teoria contenere fino a 150 persone.