Category: General

Ida Wells

  • Catania

    Pasti gratuiti:

    Caritas,vinco alla stazione dei treni.

    Sportello legale gratuito:

    • Via Tezzano 71
    • Via Coppola

    Assistenza sanitaria:

    • Via Tezzano 71, il mercoledi pomeriggio.
  • Caltanissetta

    Casa di Rifugio il martedi e il venerdì.

    Hanno una doccia, una lavatrice, un servizio di riparazione biciclette, tempo per il caffè, giochi e snack. Sono parte di un’associazione cattolica evangelista. (https://www.casadirifugio.com/)   

    Pasti gratuiti:

    • Parrocchia San Pio XX, ore 12:00 (lun-dom), Via Napoleone Colajanni, 093421013, •  Ospitalità: 
    • Parrocchia Santa Croce, Largo Badia, 1 orari: lun-dom, cena lun-sab, contatti: 093421162
  • Commissione territoriale

    Fare un colloquio con la commissione territoriale, ovvero con una persona del Ministero degli interni che ha il diritto di decidere se la tua vita nel paese da cui provieni era davvero in pericolo e/o se il viaggio che hai fatto per arrivare è stato così violento da renderti impossibile un ritorno. I motivi che vengono riconosciuti come legittimi dallo stato italiano sono:

    • provieni da città o villaggi in cui ci sono gruppi armati che uccidono o minacciano la popolazione,
    • sei disertore,
    • sei un’attivista politico che rischia prigione o morte,
    • stai ricevendo minacce di morte per altri motivi,
    • sei in pericolo perché credi ad una religione non riconosciuta o perseguitata,
    • perché hai pratiche sessuali che non sono accettate o sono proibite dalla legge (es. uomini che fanno sesso con uomini),
    • stai scappando da matrimoni combinati, stai proteggendo te o tue parenti dall’excision/female genital cutting,
    • hai gravi problemi di salute che non possono essere curati nel tuo paese,
    • sei stato violentato o aggredito durante il viaggio, ovvero anche mentre hai sostato in altri paesi.

    Sappi che la persona con cui parlerai tenderà ad agire come un poliziotto, farà molte domande per controllare che tu non ti contraddica e anche molto precise, chiedendoti le date e i nomi esatti dei luoghi in cui sei stato. Se con chi traduce non riesci a comprendere puoi richiedere un altro traduttore. Non contraddirti, non inventare. Se hai la possibilità di fornire delle prove concrete riguardo alla tua storia, mostrale. Se c’e abbastanza tempo, puoi anche farti spedire dei documenti dai tuoi familiari. Se sei minorenne ma ti hanno riconosciuto come maggiorenne all’arrivo in italia puoi farti spedire il certificato di nascita dal tuo paese.

    Se hai cicatrici o segni di violenza mostrali al commissario, soprattutto se sono legate a quanto hai vissuto nel deserto, in maghreb, in mare.

    Più sei dettagliato nel racconto e più prove fornisci più possibilità ci sono perchè ti riconoscano la protezione. 

    Il colloquio può durare ore, cerca di restare sempre tranquilla/o. Alla fine verrà stampato il verbale di quanto vi siete detti con il commissario.

    Hai diritto di rileggerlo, se vedi cose che non hai detto, chiedi di toglierle o modificarle. Solo dopo aver controllato tutto questo puoi firmare. Devono obbligatoriamente darti una copia di questo verbale. 

     Prima del colloquio con la commissione,dovresti parlare con un avvocato/a . 

     Dopo il colloquio con la commissione, anche molti mesi dopo, riceverai una lettera. Puo dire che:

    • lo stato italiano ti riconosce un permesso di soggiorno (di 1,2 anni o 5 anni),
    • non te lo concedono, perché non sei stato riconosciuto credibile.

        Se ti hanno negato il permesso, c’è un’altra possibilità:

        –  Fare ricorso in tribunale, andando da un avvocato il prima possibile, perché hai 1 mese da quando ti viene comunicato il diniego per potere fare ricorso. L’avvocato non lo dovrai pagare. 

  • Modello C3

    E’ un modulo che registra la tua richiesta d’asilo. Se non hai mai firmato un modello C3 vuol dire che la tua domanda di asilo non è mai stata registrata.

    Il modello C3 si compila durante un’intervista con un poliziotto. Deve essere presente anche un mediatore linguistico che parla la tua lingua. 

    Ti vengono fatte domande sulla tua vita (es. se sei sposato, hai figli), sul modo in cui sei arrivato in Italia e sui motivi per cui hai lasciato il tuo paese. Sappi che rispetto a questa lunga domanda puoi semplicemente dire che ne parlerai davanti alla commissione territoriale in modo da evitare errori di traduzione e di trascrizione.

    Sappi che a coloro che dichiarano di venire in Italia per trovare un lavoro o per cercare benessere economico non viene riconosciuto questo tipo di permesso di soggiorno. 

    Finite le domande viene stampata la trascrizione e ti si chiede di firmarla. Rileggila prima di farlo. Hai il diritto di avere una copia di questo foglio, il C3, richiedilo e conservalo bene. 

    Dopo aver fatto il C3 hai diritto di ricevere un permesso di soggiorno di 6 mesi valido solo per restare in Italia, che verrà rinnovato fino a quando la procedura di richiesta di asilo non è finita. Se la questura non te lo rilascia devi chiederlo, magari rivolgendoti ad un avvocato. 

    60 giorni dopo aver ricevuto questo documento potrai firmare un contratto di lavoro se nel frattempo l’hai trovato.

  • Sportelli legali

    Ti ricordiamo che in Sicilia ci sono più posti dove puoi ricevere assistenza legale gratuita da parte di persone non razziste:

    Palermo, Sportello Sans Papiers dell’Arci Porco Rosso, Piazza Casa professa 1 (nel quartiere di Ballarò). Puoi trovarci supporto legale il mercoledi pomeriggio dalle 15.30 alle 18.30

    Catania, Sportello legale del Centro Astalli in via Tezzano 71 (tra la stazione dei treni e San Berillo). Dal lunedi al giovedi dalle 16 alle 19. Ti conviene arrivare lì alle 15. 

    A Catania esiste anche lo Sportello Sociale San Berillo,in via Coppola, dove puoi incontrare un avvocato che si occupa di migrazione e penale.

    Siracusa, Centro Ciao in via Piave 122. 

  • Se sei appena sbarcata/o

    Se sei riuscita ad arrivare sulle coste italiane, siamo molto felici per te! Puoi essere finita/o sulle coste della Sicilia, della Sardegna, della Calabria, della Puglia. Se ti dicono che sei arrivato a Lampedusa o Pantelleria, vuol dire che sei in Sicilia e questa guida riguarda principalmente te.

    Lampedusa o Pantelleria sono due piccole isole della Sicilia, le più vicine alla Tunisia, Libia, Marocco. A Lampedusa e Pantelleria ci sono due hotspot.

    Appena sbarcata/o verrai messo in un hotspot: si tratta di un campo recintato da cui non puoi uscire. Dovranno darti acqua, vestiti e scarpe nuovi, letto e docce calde. Ti devono far vedere un medico se lo richiedi. Se non ricevi alcune di queste cose, potresti organizzarti con le altre persone con cui sei e provare a richiederle assieme. L’unione fa la forza e in passato a Lampedusa molti migranti hanno protestato.

    Nell’hotspot verrai identificata/o: i poliziotti prenderanno le tue impronte, ti chiederanno da dove vieni, il tuo nome e cognome, quanti anni hai, se stai viaggiando da sola/o o con altri parenti. 

    Se sei minorenne ti consigliamo di dirlo subito. Se hai una bambina/o con te o un’altra persona con cui hai fatto il viaggio e da cui non vuoi essere separata/o dì che siete una famiglia.   

    Questa fase è anche molto delicata perché potranno chiederti informazioni su come sei arrivata/o, in particolar modo chi guidava la barca, chi dava acqua e cibo durante il viaggio. I poliziotti italiani vogliono incolpare te o alcuni compagni di viaggio di un reato – quello di scafismo che porta a dover passare parecchi anni in carcere- e usano le tue risposte per farlo. Ti consigliamo quindi di non rispondere o dire che non ricordi, per evitare che qualcunx finisca in prigione. 

    Dì subito anche che vuoi fare domanda di asilo politico.

    Se sei minorenne, donna, o con figlie/ e parenti verrai portata/o dopo qualche giorno o settimana in un centro chiamato SAI per richiedenti asilo e da lì farai domanda d’asilo. Il SAI e un posto un po migliore rispetto ad altri, dove potrai seguire corsi di italiano.

    Se invece sei maggiorenne, uomo e da solo, si aprono piu scenari:

    • La polizia potrebbe non registrare la tua volonta di richiedere asilo e lasciarti libero di andare dove vuoi dopo averti dato un foglio. Devi leggere bene cosa c’e scritto su quel foglio. Se c’e scritto DECRETO DI ESPULSIONE vuol dire che hai alcuni giorni di tempo (il numero deve esserci scritto sopra) per andartene dall’Italia. Se vuoi restare in Italia devi cosi andare al piu presto da un avvocato nella città in cui vuoi stare (hai pochissimi giorni per farlo, conta una settimana, max 10 giorni) per poter fare ricorso. Se decidi di restare in Sicilia qui ci sono alcuni avvocati a cui puoi rivolgerti.
    • Se hai già tentato più volte di venire in Italia, hai pene sospese qua o altre questioni per cui sei gia stato segnalato, ti possono portare direttamente in un CPR (che è una forma di prigione, qua un link che ti spiega).
    • Se vieni o decidi di dire che vieni da paesi che l’Italia considera sicuri (Tunisia, Egitto, Senegal, Costa d’Avorio, Nigeria, ecc.) potrai essere messo in un altro campo da cui non potrai uscire (in Sicilia questi due campi sono a Porto Empedocle e a Pozzallo, a sud dell’isola). Sarà più difficile da lì perché la tua domanda di asilo verrà giudicata in velocità. Cerca un avvocato che può supportarti. (Numero di Inlimine? Alarmphone?). Dovrai passare anche davanti a un giudice che deve decidere se devi restare o meno rinchiuso li dentro o puoiinvece essere messo in un campo da cui puoi uscire. Racconta all’avvocato che lo stato ti darà quali sono i tuoi problemi. Se il giudice decide che non puoi uscire da li, dovrai poter presentare comunque domanda di asilo. Ovvero dovrai compilare il modello C3 e poi incontrare (molto probabilmente con una videochiamata via computer) la Commissione Territoriale che ti fara un colloquio per capire se le tue ragioni per essere venuto in Italia sono legittime. Se la commissione territoriale rifiuta la tua domanda d’asilo devi subito contattare un avvocato e fare ricorso. Altrimenti rischi di essere portato in CPR o rimpatriato.

    Dopo che lascerai l’hotspot di Lampedusa o Pantelleria, potrai essere trasferito a Porto Empedocle, Pozzallo, Catania, Caltanissetta / Pian del Lago, Messina. Se ti trovi in uno di questi posti, vuol dire che ti trovi ancora in Sicilia. Sappi che la Sicilia è un’isola che si trova davvero a sud dell’Italia.

    Per raggiungere Roma, Milano, Torino o altre città a nord devi fare un altro viaggio. Partono degli autobus (meno cari) o dei treni per Roma, Napoli, Bologna, Milano da Catania o da Messina. 

    Oppure da Palermo puoi prendere delle navi che ti portano a Napoli o a Genova. Per comprare i biglietti devi indicare un nome e cognome e numero di telefono e nel salire sul traghetto al porto di Palermo è più probabile che qualcuno ti chieda di mostrare i documenti. 

    Se decidi di salire al nord per provare a chiedere i documenti in un’altra nazione (es. Germania, Francia), potrai incontrare i seguenti problemi. 

    – Come passare la frontiera;

    – Se ti hanno preso le impronte in Italia, sappi che almeno nei primi sei mesi da quando le hai lasciate in Italia rischi di venire riportato in Italia. Questo succede sia se fai domanda di asilo nel nuovo paese che hai scelto, sia se decidi di non farla e però incontri dei controlli da parte delle forze dell’ordine.

  • Che cosa e il CPRe perche ti puo interessare saperlo

      Il CPR, Centro di Trattenimento per il Rimpatrio, è una specie di carcere in cui vengono rinchiuse le persone che: 

      • arrivate in Italia, non riescono a fare domanda di asilo;
      • ricevono il rifiuto della commissione sulla domanda di asilo e non riescono a contattare un avvocato per fare ricorso;
      • vengono trovate dalle forze dell’ordine senza un documento di soggiorno valido; 
      • finiscono il periodo in carcere ma non sono riuscite a rinnovare il permesso di soggiorno. 

      Lo scopo del CPR è quello di rinchiuderti fino a quando non possono rimpatriarti, spesso in aereo, nel paese da cui provieni.

      In Sicilia esistono due CPR: uno a Caltanissetta (noto come Pian Del Lago), l’altro a Trapani (noto come Milo). Si trovano entrambi fuori dal centro città. Si tratta di vere e proprie prigioni, circondate da alte grate e piene di videocamere. Le camerate sono composte da più letti, spesso fatti di cemento. Il cibo che viene fornito non è buono e può contenere degli psicofarmaci senza che tu ne sia al corrente. è probabile che il  gli operatori e/o i medici del centro ti propongano dei medicinali. Sono psicofarmaci che hanno effetti molto potenti sulla mente e sul corpo, cercano di imporli per fare stare calme le persone detenute. Persone che ne hanno presi raccontano che dopo diventa difficile smettere. L’assistenza sanitaria non è di fatto garantita e si vive circondati da militari e forze dell’ordine. I bagni fanno schifo. Il CPR è probabilmente il posto più brutto in cui potrai passare del tempo qui in Italia. Chi è stato in prigione dice che quella è meglio.

      Entrarci è purtroppo molto facile, uscirne più difficile.

      CONSIGLI PER EVITARE DI ESSERE PORTATO IN CPR

      • Se sei appena sbarcato, dichiara a chiunque ti trovi attorno (poliziotti, operatori) che vuoi fare domanda d’asilo e non firmare nulla se non hai capito di cosa si tratta.
      • Se invece vieni fermato in strada, cerca aiuto dalle persone che ti sono vicine. Valuta se dire a chi ti sta attorno il tuo nome e quello del tuo avvocato e chiedere che venga avvisato che ti stanno portando via.
      • Se vieni chiamato in questura perché ti dicono che devi portare altra documentazione o per altri motivi, chiama il tuo avvocato. Il tuo avvocato potrà mandare la documentazione via mail per evitare che tu vada in questura. Non andare mai da solo in questura, neanche se ti raccontano che è per la consegna di un permesso di soggiorno.
      • Se sei in carcere, cerca di chiamare l’avvocato che ti seguiva per i documenti e digli che deve occuparsi del rinnovo del tuo permesso di soggiorno.
      • Se hai presentato e hai ricevuto un No da parte della Commissione territoriale vai dall’avvocato. Hai XXX giorni per fare ricorso.
      • In generale NON firmare mai fogli che ti vengono presentati se non hai capito cosa c’è scritto e se non ti sono stati tradotti nella lingua che tu parli.

      I minorenni non possono mai essere portati in CPR. Se quindi lo sei e vieni fermato sottolinea questa cosa.

      Una volta che vieni messo dentro il CPR ti potrà essere tolto il telefono cellulare. Abbi sempre con te il nome e il numero del tuo avvocato di fiducia anche su un pezzo di carta. E chiamalo ogni volta che ne hai bisogno. Dai il suo nome e numero anche a persone tue care e cerca di avvisarle se vieni fermato in modo che se tu non puoi, loro possano contattarlo. 

      Si può restare rinchiusi dentro il CPR fino a 180 mesi, ovvero un anno e mezzo. Potrebbe diventare una permanenza molto lunga. Ci sono due possibilità:

      • Se nessunx in Italia è mai entrato in possesso del tuo passaporto e/o lo stato italiano non conosce la tua nazionalità, puoi provare a non rivelare mai a nessuno là dentro da dove vieni. Se non sanno da dove vieni, non possono chiamare il tuo consolato e quindi non possono rimpatriarti. Anche se probabilmente resterai in CPR molto tempo e rischi un processo perché ti rifiuti di fornire le tue generalità (ovvero la tua identità). 
      • Se conoscono la tua nazionalità e hanno una copia del tuo passaporto, possono rimpatriarti. Ricordiamo che il CPR è il luogo in cui si viene tenuti in attesa di essere rimpatriato. Se sei tunisino, egiziano, gambiano, nigeriano e le forze dell’ordine conoscono già il tuo passaporto, corri purtroppo molti più rischi di venire presto deportato nel tuo paese di origine. Ogni settimana dalla Sicilia partono due voli per l’aeroporto di Tabarka (il martedi e il giovedi) e uno al mese parte per il Cairo (l’ultimo venerdi del mese). 

      Ti ricordiamo che l’avvocato in Italia non si paga se non hai un reddito dichiarato di più di xxxx euro.

      Ti ricordiamo che in Sicilia ci sono più posti dove puoi ricevere assistenza legale da parte di persone non razziste:

      – Palermo, Arci Porco Rosso, Piazza Casa professa 1 (nel quartiere di Ballarò). Puoi trovarci supporto legale il mercoledi pomeriggio.

      – Catania, Centro Astalli in via Tezzano 71 (tra la stazione dei treni e San Berillo). Dal lunedi al giovedi dalle 16 alle 19. Ti conviene arrivare lì alle 15. 

      – Siracusa, Centro Ciao in via Piave 122. 

      Nel CPR è possibile ricevere dei pacchi contenenti cibo in confenzioni non aperte e alcuni vestiti. Per riceverli, però, il pacco deve essere consegnato all’ingresso del CPR e chi te lo porta devono dire il tuo nome e da dove vieni. Si può anche pensare di spedirlo indicando bene sul pacco il nome che la persona ha dichiarato di fronte allo stato, facendo attenzione di scriverlo bene. L’indirizzo del CPR di Trapani è  

      • COSA FARE SE VIENI PRESO?

      Se sei stato preso, prima di essere messo dentro il CPR ti porteranno a vedere un medico. A Palermo questo succede presso il Reparto di Malattie Infettive del Policlinico. A Trapani all’ospedale S. Antonio Abate. 

      Il medico dovrà certificare che il tuo stato di salute – fisica e psichica- è buono e permettono la detenzione. Quasi sicuramente dirà che lo è. Ti consigliamo però di segnalare al medico tutto quello che ti fa male e se hai fotografie di certificati medici mostrarglieli. Se hai ancora il telefono con te, ti consigliamo di chiamare subito il tuo avvocato per dirgli che stai venendo portato in CPR. Se hai della gente attorno a te ti consigliamo di dire quello che ti sta succedendo e provare a chiedere aiuto.

      Entro 48 ore da quando vieni portato dentro questa struttura, devi vedere un giudice di pace che deciderà per la prima volta se devi stare lì dentro. Hai tutto il diritto di farti assistere in questo processo dal tuo legale di fiducia. Se passano più di 48 ore e non ti hanno ancora fatto incontrare il giudice di pace (in presenza o tramite una videochiamata), il tuo avvocato potrà provare a farti poi uscire con relativa facilità. 

      La possibilità legale che hai per provare ad uscire dal CPR è fare domanda di asilo. Riceverai molte pressioni lì dentro da parte delle forze dell’ordine e del personale della cooperativa perché tu ci rinunci. Ti consigliamo di non cedere.

      SE FINISCI AL CPR DI TRAPANI MILO

      A volte puo venire concesso di tenere con sé il proprio cellulare, patto che ne venga distrutta la fotocamera. Romperla [ uno dei modi con cui le forze dell’ordine vogliono impedire che si comunichi con chi sta fuori e si sappia come si viene trattati lì dentro.

      Altrimenti l’unico modo che avrai per contattare l’esterno è usare il telefono del centro, che è a pagamento. Ogni 5 giorni di reclusione riceverai in teoria 8 euro. Comprare una scheda telefonica costa 5 euro e ti dà 25 minuti di conversazione. Le chiamate possono essere effettuate solo a telefoni in Italia.? Sappi che le tue telefonate verranno ascoltate, anche se non sappiamo se da qualcuno che parla tutte le lingue (es. arabo, tunisino, mandinga, ecc.). Ti suggeriamo così di parlare la tua lingua per provare ad almeno un po’ di privacy nella comunicazione. 

      I tempi di attesa per poter usare il telefono del centro possono essere di giorni.

      Dentro il CPR di Trapani possono essere contenute contemporaneamente circa 200 persone. All’inizio potrà capitare che ti mettono a dormire per terra. Tu hai invece da subito diritto ad un letto.

      SE FINISCI AL CPR DI CALTANISSETTA – PIAN DEL LAGO

      Al CPR di Pian del Lago è quasi sicuro che ti sequestreranno il cellulare all’entrata. Anche qui sono di solito disponibili delle cabine che possono essere utilizzate con le schede telefoniche, del costo di 5 euro per 125 minuti di conversazione. Anche qui sarai ascoltato e sorvegliato mentre parli. Il CPR è da poco stato ingrandito con la costruzione di un’altra sezione. Può in teoria contenere fino a 150 persone.